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pinoboresta Il Boresta Parlante
5 aprile 2017

SOS-BORESTA

L’A.T.E.R. - Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale del Comune di Roma ci vuole sfrattare: se non troviamo 9.848 euro, io insieme a mia moglie e ai miei tre figli, saremo in mezzo a una strada. Siamo al 24% praticamente 6000 - 1450 = 4550 sono quelli che servono per raggiungere l'obbiettivo, entro il 30 aprile. Io spero proprio di raggiungere almeno questo obbiettivo parziale perché altrimenti non so proprio cosa fare.
continua
3 aprile 2014

Asta autogestita

OCCASIONE IMPERDIBILE BASE DI PARTENZA 150 EURO Vendo al miglior offerente questo MR (Manifesto Rettificato) realizzato ed esposto ad “It’s up to you” nello spazio dell'Art magazine e casa editrice "CURA"
continua
marzo        luglio
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29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

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C’è sempre qualcosa di cui pentirsi nella propria vita professionale. Una volta gli artisti, consapevoli del proprio narcisismo, dovevano rivaleggiare e guardarsi solo dai propri simili in virtù dell'innata concorrenza che sorge tra esseri umani che praticano la stessa disciplina. Ora sono parecchi anni che si deve fare i conti anche con i curatori, i critici, i galleristi, i collezionisti e tutti quelli che una volta erano i più fidati alleati degli artisti. Ora anche loro sono in preda a questa sfrenata smania di protagonismo che in questa società dello spettacolo ha contagiato ormai tutti. Insomma è sempre più ampia la platea di concorrenti con la quale l'artista si deve confrontare ogni giorno, è così che spesso soccombe o viene messo in secondo piano o, in alcuni casi, è lui stesso che si defila e si tira fuori. Perciò, tenendo conto di questo penso che se tornassi indietro probabilmente sarei tentato di calibrare la mia esistenza diversamente, ma così facendo correrei ugualmente il rischio di commettere errori, forse più grandi, quindi in definitiva meglio tenersi stretto quello che si è raggiunto con fatica e dolore e andare avanti fino a quando la morte non ti separi definitivamente da quello che hai fatto e da quello che avresti potuto fare.