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pinoboresta Il Boresta Parlante
21 ottobre 2017

OASK?!

La mostra è il ritratto dell’umanità, dei fatti e degli eventi accaduti nell’anno 1977, la storia di una generazione e di un paese raccontata attraverso le immagini fotografiche di uno tra i maggiori fotografi italiani e le opere di un artista tra i più interessanti della scena contemporanea.
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12 ottobre 2017

Artista e basta

Salvatore è uno dei pochi puri dell’arte astratta che ci sono rimasti, uno spadaccino della pittura del nulla o meglio del quasi nulla. Alcuni sui quadri che ricordo sono formati da flebili segni gialli quasi invisibili sopra una tela anch’essa di gialli sbiaditi come solo lui riesce a stendere e calibrare. Insomma un incrocio tra gesti alla Georges Mathieu, ma molto molto più leggeri, e delle sovrapposizioni dello stesso colore alla Kazimir Malevich ma il tutto molto ma molto più rarefatto. Opere le sue che non hanno niente di ermetico e niente di intelligente: sono una sorta di assenza una su l’altra che danno vita alla sua visione del tutto. Pupillo non è un vero artista. Il mondo è pieno di veri artisti e lui è un artista e basta: vive per quello che fa senza essere assillato dalla ricerca del successo a tutti i costi. E chi sa forse Salvatore ha capito che per avere successo l’unico vero modo è avere uno stile di vita rarefatto quasi invisibile come quei soggetti delle sue opere. Perché, come scrive Stefano Paolucci: “Un uomo è tanto ricco non di tutto quello che può possedere o ottenere ma è tanto più ricco quante sono le cose a cui può rinunciare.” E Pupillo ne è l’esempio vivente.
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6 ottobre 2017

Face to Face

Un evento che ha messo in atto un dispositivo esperienziale volto a portare alle estreme conseguenze la relazione artista/pubblico. Per due settimane dal 1 al 14 agosto 2017 l’ex carcere di Montefiascone si è trasformato in un attivatore sinaptico, una macchina maieutica dispensatrice di dubbi e saperi concentrati, da assumere in pillole senza ricetta medica. Ad alimentare il dispositivo riflessivo sono stati 70 artisti che a turno hanno occupato le 10 celle, ciascuno con il proprio “programma”, suddiviso in temi o azioni. Ad ogni artista è stato chiesto di preparare 10 unità. Il catalogo restituirà l’insieme di tutte le unità, come un diagramma di flusso, oltre che la documentazione fotografica dell’esperienza.
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13 luglio 2017

Urban REaction figure

L’Associazione Acronimo di Alessandro Reni e Silvia Dawid Bishay in collaborazione con Microspazio Architecture & Design Office sta organizzando l'evento URBAN reACTION FIGURE, una manifestazione dedicata all'arte contemporanea che si terrà nei giorni 14 15 e 16 luglio presso lo spazio Factory del MACRO di Testaccio e che avrà come filo conduttore il tema della “vita come opera d'arte”. Le tematiche scelte per questo evento sono volte a promuovere ed incentivare la partecipazione di un pubblico di giovani appassionati ad ogni genere di arte.
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5 aprile 2017

SOS-BORESTA

L’A.T.E.R. - Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale del Comune di Roma ci vuole sfrattare: se non troviamo 9.848 euro, io insieme a mia moglie e ai miei tre figli, saremo in mezzo a una strada. Siamo al 24% praticamente 6000 - 1450 = 4550 sono quelli che servono per raggiungere l'obbiettivo, entro il 30 aprile. Io spero proprio di raggiungere almeno questo obbiettivo parziale perché altrimenti non so proprio cosa fare.
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4 marzo 2017

Dio alla sbarra

In risposta a chi ha detto: "Se la lamentela è sterile, l’ironia è feconda."
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4 marzo 2017

Tutto Relativo

In risposta a chi ha detto: "Ho tentato di esistere!”
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4 marzo 2017

La domanda

In risposta a chi dice: "Perché alcuni hanno la vocazione al martirio”
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27 febbraio 2017

SOS-SFRATTO

Questo non è un progetto artistico ma, forse, un'occasione anche per voi, e non solo di aiutare un artista (amico) in difficoltà.
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28 dicembre 2016

Intervista al Boresta Parlante

Non lo so. Non so se esiste un grande progetto che contenga anche quello mio, che comprenda anche quello che faccio io. Non so se quello che tu dici sia vero, in sostanza non so nulla, forse a questa domanda non so risponderti, ma io credo che si possa vivere anche senza necessariamente sposare o appiattirsi su grandi ideali, specialmente se questi ideali sono costruiti da altri. Del resto non è quello che facciamo giorno dopo giorno? Andiamo avanti o andiamo indietro senza nessuna certezza. Però alla fine si finisce sempre per credere in qualche cosa, ma in qualcosa che hai creato dentro di te. Ma pure questo potrebbe essere sbagliato. In sostanza credo di poter dire che gli artisti di strada vogliano solo avere la possibilità di esprimersi, di dire e fare quello che gli passa per la testa. Rita Pavone diceva “datemi un martello, lo voglio dare in testa a chi non mi va” noi diciamo “datemi un muro lo voglio far vedere a chi dico io”. E la finisco qui, perché, per uno che inizialmente non sapeva cosa rispondere, mi pare di aver detto anche qualche stronzata di troppo.
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luglio       
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29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

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C’è sempre qualcosa di cui pentirsi nella propria vita professionale. Una volta gli artisti, consapevoli del proprio narcisismo, dovevano rivaleggiare e guardarsi solo dai propri simili in virtù dell'innata concorrenza che sorge tra esseri umani che praticano la stessa disciplina. Ora sono parecchi anni che si deve fare i conti anche con i curatori, i critici, i galleristi, i collezionisti e tutti quelli che una volta erano i più fidati alleati degli artisti. Ora anche loro sono in preda a questa sfrenata smania di protagonismo che in questa società dello spettacolo ha contagiato ormai tutti. Insomma è sempre più ampia la platea di concorrenti con la quale l'artista si deve confrontare ogni giorno, è così che spesso soccombe o viene messo in secondo piano o, in alcuni casi, è lui stesso che si defila e si tira fuori. Perciò, tenendo conto di questo penso che se tornassi indietro probabilmente sarei tentato di calibrare la mia esistenza diversamente, ma così facendo correrei ugualmente il rischio di commettere errori, forse più grandi, quindi in definitiva meglio tenersi stretto quello che si è raggiunto con fatica e dolore e andare avanti fino a quando la morte non ti separi definitivamente da quello che hai fatto e da quello che avresti potuto fare.