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pinoboresta Il Boresta Parlante
7 ottobre 2019

Se un padre




Se un padre


Se un padre permette questo.

Se una madre mette in conto questo.
Se una madre mette in conto pure questo, per tentare una vita migliore.
Se una madre mette in conto tutto questo per una vita migliore.

Una vita migliore che non hanno nemmeno sfiorato.
Non pensate che da qualche parte sta succedendo qualcosa di orribile?


Io conosco i motivi perché accade questo.
Io conosco i motivi perché ho voluto saperli.
Io conosco i motivi perché ho letto.
Io conosco i motivi perché mi sono informato.
Io conosco i motivi ma ho dovuto studiare.
Io conosco i motivi e non vi dirò quale sono, perché studiare non è fatica.
Studiare è dolore.


E io non vi dirò quale sono, perché se volete sapere, cercherete da voi il vostro dolore.
Troverete da voi il dolore in cui immergervi, e io non ve lo servirò su un comodo piatto.
Tanto d'argento non sarebbe, statene certi, ma sporco di sangue sì.


Ma una cosa che ho capito ve la voglio dire,
con una sola parola.
Ma una cosa che ho scoperto ve la voglio raccontare,
con una sola parola.
Ma una cosa di cui ho la certezza ve la voglio indicare,
con una sola parola.
Ma una cosa di cui ho le prove ve la voglio svelare.
con una sola parola.
Avidità! Avidità! Avidità!


La colpa di tutto questo è solo dell'avidità.
La colpa di tutto questo è l'avidità dell'uomo.
E questo è il risultato:
Sangue, sangue, sangue.
Sangue innocente.
Sangue.


Come, forse, di cui sono sporche le nostre mani quando scriviamo certe cose.
Come, forse, di cui sono sporche le nostre gambe quando corriamo a prendere certe decisioni.
Come, forse, di cui sono prive le nostre menti quando appiattiamo il pensiero su quello altrui.
Come, forse, di cui sono privi i nostri cuori quando crediamo in certe scelte.


Io sto piangendo, e questo non serve a nulla.
Io sto piangendo, e questo mi rende ancora più inutile.
Io sto piangendo, e questo non mi salverà.
Io sto piangendo, e non voglio essere salvato.


Ma io sto piangendo, e voi?


E spero che tu possa sputarmi in faccia rispondendomi:

"Io sono qui".

"Io sono su questa nave e tento di salvare quei bambini".

E io senza tirare fuori le mani dalle tasche mi pulirò la guancia sulla spalla con una torsione del collo, e solo dopo tirerò fuori le braccia dal mio corpo vano e ti abbraccerò.

pino boresta



Ho scritto/composto questa litania dopo che il mio animo è stato dilaniato dalla visione della foto dei tre bambini morti in mare.


agosto       
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C’è sempre qualcosa di cui pentirsi nella propria vita professionale. Una volta gli artisti, consapevoli del proprio narcisismo, dovevano rivaleggiare e guardarsi solo dai propri simili in virtù dell'innata concorrenza che sorge tra esseri umani che praticano la stessa disciplina. Ora sono parecchi anni che si deve fare i conti anche con i curatori, i critici, i galleristi, i collezionisti e tutti quelli che una volta erano i più fidati alleati degli artisti. Ora anche loro sono in preda a questa sfrenata smania di protagonismo che in questa società dello spettacolo ha contagiato ormai tutti. Insomma è sempre più ampia la platea di concorrenti con la quale l'artista si deve confrontare ogni giorno, è così che spesso soccombe o viene messo in secondo piano o, in alcuni casi, è lui stesso che si defila e si tira fuori. Perciò, tenendo conto di questo penso che se tornassi indietro probabilmente sarei tentato di calibrare la mia esistenza diversamente, ma così facendo correrei ugualmente il rischio di commettere errori, forse più grandi, quindi in definitiva meglio tenersi stretto quello che si è raggiunto con fatica e dolore e andare avanti fino a quando la morte non ti separi definitivamente da quello che hai fatto e da quello che avresti potuto fare.