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pinoboresta Il Boresta Parlante
6 ottobre 2017

Face to Face

Face to Face



Anche quest'anno c'è stato l’appuntamento di Montefiascone con l’arte contemporanea (la VII edizione). Un progetto di Giorgio de Finis in collaborazione con il collettivo Arteliberatutti (Marinella Breccola, Carmine Leta, Martin Figura, Saskia Menting, Francesco Marzetti, Martapesta, Regula Zwicky). Un evento che ha messo in atto un dispositivo esperienziale volto a portare alle estreme conseguenze la relazione artista/pubblico. Per due settimane dal 1 al 14 agosto 2017 l’ex carcere di Montefiascone si è trasformato in un attivatore sinaptico, una macchina maieutica dispensatrice di dubbi e saperi concentrati, da assumere in pillole senza ricetta medica. Ad alimentare il dispositivo riflessivo sono stati 70 artisti che a turno hanno occupato le 10 celle, ciascuno con il proprio “programma”, suddiviso in temi o azioni. Ad ogni artista è stato chiesto di preparare 10 unità. Il catalogo restituirà l’insieme di tutte le unità, come un diagramma di flusso, oltre che la documentazione fotografica dell’esperienza.

Svolgimento:
Ciascun visitatore, varcato il portone ha dovuto firmare una liberatoria prima di iniziare il suo giro di giostra. Al suono della campanella iniziava la “lezione”, l’incontro. Visitatore e artista sono rimasti soli nella cella chiusa dall’esterno per la durata di 10 minuti. L’artista ha proposto al visitatore un argomento, una riflessione, un’azione (molti interventi sono stati performativi e ludici); talvolta è stato l’artista che si è messo in ascolto, chiedendo lui di poter imparare qualcosa (ciascun individuo è portatore di conoscenza). Passati i dieci minuti, suonava la campanella e la conversazione o l’azione si interrompeva ed il fruitore passava alla cella successiva, mentre l'artista nella sua aspettava un nuovo visitatore. Il visitatore lascia la cella in cui si trova entrava nella successiva, dove si ricomincia, senza soluzione di continuità, fino all’uscita. Alcune delle celle, oltre alla conversazione, hanno dispensato té, caffé e altri generi di conforto (una ricarica di energia e una forma di ospitalità che favorirà la relazione). La stanza che conclude il percorso (ad ostacoli) e stata poi attrezzata per il defaticamento. Per due settimane l’ex carcere di Montefiascone si è trasformato in un attivatore sinaptico, una macchina maieutica dispensatrice di dubbi e saperi concentrati, da assumere in pillole senza ricetta medica. Ad alimentare questo dispositivo riflessivo anche io insieme ad altri 70 artisti questo il mio intervento:



Agende in contatto di Pino Boresta

Io possiedo una serie di agende sulle quali annoto tutti i miei appunti e sono di quattro tipi: ci sono quelle dove annoto argomenti riguardante l’arte che trovo leggendo le riviste di settore e non, poi vi sono quelle dove annoto appunti riguardanti argomenti vari (di ogni tipo) in genere stralci di libri che ho letto, e quindi una terza dove annoto i miei pensieri scritti in prima istanza su foglietti e fogliacci sparsi qui e lì in ogni dove. Vi è anche una quarta serie di agende dove riporto tutti i numeri e i conti delle mie personalissime manie (in una di queste ci sono anche quelle che io chiamo litanie), questa per chiari motivi non sarà inclusa nel pacchetto per questo lavoro.

Per “Face to Face” porterò un’agenda per ogni serie e l'azione si svolgerà nel seguente modo:
Io e il visitatore saremo seduti uno di fronte all'altro.
Dopo aver spiegato la differenza di contenuto delle tre agende gli chiederò di sceglierne una e dirmi un giorno dell'anno. A questo punto io aprirò l'agenda proprio in quel giorno e leggerò cosa vi è scritto in quella pagina, mentre lui poggerà la sua mano su uno dei seguenti punti del mio corpo.
Queste le 10 unità:
1. Mano del visitatore sulla mia testa.
2. Mano del visitatore sul mio collo.
3. Mano del visitatore sulla mia spalla.
4. Mano del visitatore sul mio petto.
5. Mano del visitatore sulla mia pancia.
6. Mano del visitatore sul mio braccio.
7. Mano del visitatore sulla mia mano.
8. Mano del visitatore sulla mia coscia.
9. Mano del visitatore sul mio polpaccio.
10. Mano del visitatore sul mio piede.

Una volta che avrò finito di leggere, se avanzerà del tempo, la mano del visitatore dovrà mantenere il contatto con la parte del mio corpo che gli sarà stata casualmente assegnata e potrà scegliere se stare zitto per il tempo restante dei 10 minuti della performance, oppure esporre il suo punto di vista su ciò che gli è stato appena letto, dove potrebbe aver trovato un pizzico di premonizione, un consiglio o uno spunto di riflessione.

pino boresta



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C’è sempre qualcosa di cui pentirsi nella propria vita professionale. Una volta gli artisti, consapevoli del proprio narcisismo, dovevano rivaleggiare e guardarsi solo dai propri simili in virtù dell'innata concorrenza che sorge tra esseri umani che praticano la stessa disciplina. Ora sono parecchi anni che si deve fare i conti anche con i curatori, i critici, i galleristi, i collezionisti e tutti quelli che una volta erano i più fidati alleati degli artisti. Ora anche loro sono in preda a questa sfrenata smania di protagonismo che in questa società dello spettacolo ha contagiato ormai tutti. Insomma è sempre più ampia la platea di concorrenti con la quale l'artista si deve confrontare ogni giorno, è così che spesso soccombe o viene messo in secondo piano o, in alcuni casi, è lui stesso che si defila e si tira fuori. Perciò, tenendo conto di questo penso che se tornassi indietro probabilmente sarei tentato di calibrare la mia esistenza diversamente, ma così facendo correrei ugualmente il rischio di commettere errori, forse più grandi, quindi in definitiva meglio tenersi stretto quello che si è raggiunto con fatica e dolore e andare avanti fino a quando la morte non ti separi definitivamente da quello che hai fatto e da quello che avresti potuto fare.