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pinoboresta Il Boresta Parlante
5 aprile 2017

SOS-BORESTA












SOS-SFRATTO (http://kapipal.com/projects/sos-sfratto/)

L’A.T.E.R. - Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale del Comune di Roma ci vuole sfrattare: se non troviamo 9.848 euro, il 16 febbraio 2017 (rinviata al 22 marzo 2017)* io, insieme a mia moglie e ai miei tre figli, saremo in mezzo a una strada.

Gentile donatore, la mia famiglia - composta da me, da mia moglie (disoccupata) e da tre figli in età scolare - ci troviamo in una condizione che definire disperata è poco: nell’arco di pochi giorni ci ritroveremo in mezzo a una strada, poiché ci è arrivata un’ingiunzione di sfratto per alcune mensilità arretrate non pagate che l’A.T.E.R. ci richiede e a cui non siamo riusciti a fare fronte a causa della forte difficoltà economica nella quale ci troviamo a vivere. Io lavoro come collaboratore scolastico e guadagno 1.100 euro al mese e ci siamo trovati più di una volta a dover scegliere tra fare la spesa e sopravvivere oppure pagare l’affitto e soccombere. Si consideri inoltre che l’affitto che ci veniva chiesto è stato per un lungo periodo gonfiato con spese ingiustificate, come conguagli di gasolio di 5-6 anni prima, 50 euro (a famiglia) per il consumo elettrico di due lampadine condominiali e varie altre incongruenze. Nel nostro appartamento abbiamo poi dovuto pure fare fronte a spese per la riparazione d’infiltrazioni causate da una non corretta costruzione dello stabile e dovute alla totale mancanza di manutenzione da parte dell’A.T.E.R., spese anche ingenti che non ci sono mai state rimborsate. Ora, se non troviamo immediatamente 10mila euro, dall’oggi al domani saremo in mezzo a una strada.

*Il 22 marzo il giudice ha deciso che dobbiamo pagare o ci butta fuori. Ora dobbiamo trovare l'accordo con l'ATER per le modalità di pagamento più opportune che ci permettano di affrontarlo, e allo stesso tempo di sopravvivere. Per cui oggi più che mai diventa indispensabile raggiungere come primo obbiettivo almeno il target di questo crowdfunding. Questo il link del crowdfunding: http://kapipal.com/projects/sos-sfratto/
























DIETRO AL PROGETTO C'È LA FAMIGLIA BORESTA

L’A.T.E.R. - Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale del Comune di Roma ci vuole sfrattare: se non troviamo 9.848 euro, il 16 febbraio 2017 (rinviata al 22 marzo)* io, insieme a mia moglie e ai miei tre figli, saremo in mezzo a una strada. Se non trovo immediatamente 10mila euro, io e la mia famiglia dall’oggi al domani saremo in mezzo a una strada, trattati come deportati, come prigionieri, come schiavi, mentre l’A.T.E.R. svende appartamenti di recente edificazione, parte del proprio patrimonio immobiliare, a poche migliaia di euro.

COLPEVOLI DI ESISTERE

Non trovo assurdo che un'Azienda Territoriale come l’A.T.E.R., che è allo sbando totale per i ben noti motivi di mala gestione, voglia oggi risanare la situazione. Trovo però assurdo che si butti una famiglia in mezzo alla strada per 10mila euro e che, allo stesso tempo, "regali" il proprio patrimonio immobiliare del valore di centinaia e centinaia di milioni. Lo regali a chi? Agli amici degli amici? Che modello sociale di assistenza alla casa per le famiglie bisognose è questo? A mia moglie, quando ha provato a parlare con gli impiegati dell’A.T.E.R., è stato detto che era colpa nostra (noi che non avevamo pagato qualche canone d'affitto) se a loro non veniva pagato lo stipendio. Ma vi rendete conto che guerra tra poveri ci stanno facendo combattere? Mi chiedo: quegli stessi impiegati non sono a conoscenza del fatto che stanno non svendendo ma regalando il patrimonio che dovrebbero oculatamente gestire? Non sono al corrente dei reali motivi che hanno portato al disastro l’azienda per la quale lavorano e che stanno mettendo a rischio i loro posti di lavoro (dirigenti che ne hanno fatte di cotte e di crude e congedati con buone uscite scandalose, amministrazioni non trasparenti, mala gestione del patrimonio, favoritismi, regalie ecc.)?






















IO MOROSO EQUIPARATO A UN ASSASSINO

Le fondamenta del nostro stabile e di quello adiacente, a causa di una errata progettazione dell’impianto fognario, si stanno velocemente deteriorando, oserei dire sbriciolando. Lo sapevamo, ma pochi giorni fa sono venuti dei tecnici della Telecom per risolvere un altro problema e si sono trovati a passare negli scantinati, accorgendosi delle condizioni degradate della struttura portante del palazzo: il calcestruzzo si sta sbriciolando, i ferri interni dei pilastri sono scoperti e si stanno arrugginendo, indebolendo e mettendo a rischio l’intero edificio. Hanno detto che siamo dei pazzi a continuare a vivere lì, in una struttura in quelle condizioni. Ma non sappiamo dove andare a vivere e allora, quando ho chiesto a un avvocato che si era offerto di difenderci (ovviamente a pagamento) se potevo far valere queste problematiche con l’A.T.E.R., mi ha risposto che non è possibile, perché io sono comunque colpevole. E sentite qui l'esempio che ha fatto: “Non è che se lei ha ammazza un essere umano e un’altra persona ne ammazza 25 o 30, lei è meno colpevole”. Avrei voluto stracciarmi le vesti. Avete capito come ragionano questi avvocati? .














IO NON SONO UN CRIMINALE E TANTOMENO UN ASSASSINO ma un padre di famiglia che, trovandosi di fronte alla scelta se comprare alimenti e il minimo indispensabile per sopravvivere (compreso il pagamento delle bollette) con i suoi figli, ha preso la decisione di saltare qualche rata dell’affitto, perché altrimenti l’unica scelta era lasciarsi morire di fame (definizione forse un po’ teatrale ma tragicamente vera). E quando, con le lacrime agli occhi (che mi sopraggiungono anche ora, che lo racconto a voi, e che non riesco a trattenere ogni volta che lo racconto), ho fatto presente che era un esempio totalmente sbagliato e assolutamente fuori luogo, l'avvocato in questione ha avuto il coraggio di insistere. Io non sono un criminale e tanto meno un assassino, ma fino a quando avrò un goccio di sangue nelle vene combatterò affinché i miei figli abbiano una vita migliore della mia. Magari con l'aiuto di qualcuno di voi che ci aiuti a superare questo orribile momento.

Pino Boresta



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C’è sempre qualcosa di cui pentirsi nella propria vita professionale. Una volta gli artisti, consapevoli del proprio narcisismo, dovevano rivaleggiare e guardarsi solo dai propri simili in virtù dell'innata concorrenza che sorge tra esseri umani che praticano la stessa disciplina. Ora sono parecchi anni che si deve fare i conti anche con i curatori, i critici, i galleristi, i collezionisti e tutti quelli che una volta erano i più fidati alleati degli artisti. Ora anche loro sono in preda a questa sfrenata smania di protagonismo che in questa società dello spettacolo ha contagiato ormai tutti. Insomma è sempre più ampia la platea di concorrenti con la quale l'artista si deve confrontare ogni giorno, è così che spesso soccombe o viene messo in secondo piano o, in alcuni casi, è lui stesso che si defila e si tira fuori. Perciò, tenendo conto di questo penso che se tornassi indietro probabilmente sarei tentato di calibrare la mia esistenza diversamente, ma così facendo correrei ugualmente il rischio di commettere errori, forse più grandi, quindi in definitiva meglio tenersi stretto quello che si è raggiunto con fatica e dolore e andare avanti fino a quando la morte non ti separi definitivamente da quello che hai fatto e da quello che avresti potuto fare.