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pinoboresta Il Boresta Parlante
4 marzo 2017

Dio alla sbarra

















































Dio alla sbarra



Ci sono tanti modi per stare al mondo.

E quando fa caldo perché fa caldo…
E quando fa freddo perché fa freddo..
E quando piove perché piove…
E quando non piove perché non piove…
E quando nevica perché nevica…
E quando non nevica perché non nevica…
E quando c’è vento perché c’è vento…
E quando non c’è vento perché non c’è vento…
E quando c’è troppo vento perché c’è troppo vento…
E quando grandina perché grandina…
E quando non grandina perché non grandina…

Insomma cosa vogliamo?
Se il tempo dovesse dare retta a noi!
Se il tempo dovesse dare retta a ognuno di noi!
Se il tempo dovesse essere deciso da noi?
Se il tempo dovesse essere deciso da ognuno di noi?
Si sarebbe già rotto le palle e ci avrebbe tolto tutto.

Pensate che bello un mondo:
senza caldo
senza freddo
senza pioggia
senza neve
senza vento
senza grandine
senza dio

Dio alla sbarra!
Dio è alla sbarra? E allora io devo ricordarlo al mondo:
“Chi semina tempesta raccoglie vento”.


pino boresta


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C’è sempre qualcosa di cui pentirsi nella propria vita professionale. Una volta gli artisti, consapevoli del proprio narcisismo, dovevano rivaleggiare e guardarsi solo dai propri simili in virtù dell'innata concorrenza che sorge tra esseri umani che praticano la stessa disciplina. Ora sono parecchi anni che si deve fare i conti anche con i curatori, i critici, i galleristi, i collezionisti e tutti quelli che una volta erano i più fidati alleati degli artisti. Ora anche loro sono in preda a questa sfrenata smania di protagonismo che in questa società dello spettacolo ha contagiato ormai tutti. Insomma è sempre più ampia la platea di concorrenti con la quale l'artista si deve confrontare ogni giorno, è così che spesso soccombe o viene messo in secondo piano o, in alcuni casi, è lui stesso che si defila e si tira fuori. Perciò, tenendo conto di questo penso che se tornassi indietro probabilmente sarei tentato di calibrare la mia esistenza diversamente, ma così facendo correrei ugualmente il rischio di commettere errori, forse più grandi, quindi in definitiva meglio tenersi stretto quello che si è raggiunto con fatica e dolore e andare avanti fino a quando la morte non ti separi definitivamente da quello che hai fatto e da quello che avresti potuto fare.