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pinoboresta Il Boresta Parlante
22 dicembre 2016

Io obliato








Io obliato

Io l'obliato

Ancora una volta fuori
ancora una volta ignorato
ancora una volta escluso
ancora una volta outsider degli outsider
ancora una volta obliato dal cuore della mia città
ancora una volta dimenticato dal cuore della mia città
ancora una volta tradito dal cuore della mia città.

Oggi volevo andare al vernissage
oggi volevo andare alla kermesse
oggi volevo andare alla apertura artistica
oggi volevo andare alla festa, il tripudio era là ed aspettava anche me
erano tutti là, non mancava nessuno,
e il...
tutto per tutto era stato dato da tutti
tutti aspettavano tutti
tutti volevano tutto
tutto era là per tutti
tutti esistevano per tutti
tutti, tutti, tutti, tutti, tutti, tutti, tutti, tutti,tutti, tutti, tutti, tutti,tutti, tutti, tutti, tutti
tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto, tutto.

Ma io non sono Tutti
ma io non sono Tutto
ma io non sono Tutta
ma io non sono Tuttu
ma io non sono Tutte
ma io non sono Tutt
e per questo non sono andato.

Questa volta non ce l'ho fatta
questa volta non ce l'ho fatta
questa volta non ce l'ho fatta
questa volta non ce l'ho fatta ad andare li dove ancora una volta ero stato estromesso
questa volta ho avuto paura della bile
questa volta ho avuto paura che la bile mi soffocasse
questa volta ho avuto paura e ho pensato che non era bello morire tra tante gente,
tra tanta gente ignari di me
tra tanta gente ignavi di se
tra tanta gente ingrati di te.

Io l'obliato
Io l'obliato che sono dalla mia città
Io l'obliato dall'essere per la mia città
Io l'obliato inevitabilmente dalla mia città
Io l'obliato dal cuore della mia città
Io l'obliato dall'amore della mia città
chiedo scusa...

Scusa Roma
scusa Roma mia ma questa volta non ce l'ho fatta proprio.
(scusa Città ma domani ci provo).


pino boresta


In risposta a:
"Altri tempi altri miti”
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C’è sempre qualcosa di cui pentirsi nella propria vita professionale. Una volta gli artisti, consapevoli del proprio narcisismo, dovevano rivaleggiare e guardarsi solo dai propri simili in virtù dell'innata concorrenza che sorge tra esseri umani che praticano la stessa disciplina. Ora sono parecchi anni che si deve fare i conti anche con i curatori, i critici, i galleristi, i collezionisti e tutti quelli che una volta erano i più fidati alleati degli artisti. Ora anche loro sono in preda a questa sfrenata smania di protagonismo che in questa società dello spettacolo ha contagiato ormai tutti. Insomma è sempre più ampia la platea di concorrenti con la quale l'artista si deve confrontare ogni giorno, è così che spesso soccombe o viene messo in secondo piano o, in alcuni casi, è lui stesso che si defila e si tira fuori. Perciò, tenendo conto di questo penso che se tornassi indietro probabilmente sarei tentato di calibrare la mia esistenza diversamente, ma così facendo correrei ugualmente il rischio di commettere errori, forse più grandi, quindi in definitiva meglio tenersi stretto quello che si è raggiunto con fatica e dolore e andare avanti fino a quando la morte non ti separi definitivamente da quello che hai fatto e da quello che avresti potuto fare.